L’ora della nanna

L’ora della nanna

È incredibile come due figli cresciuti a distanza di soli due anni, nello stesso modo, con le stesse persone e la stessa educazione, abbiano un carattere e delle caratteristiche così differenti.

Pietro era un bambino che fin da appena nato dormiva dappertutto, in macchina, in braccio, perfino in bicicletta. Lo abbiamo portato ovunque, a concerti, feste, presentazione di libri (del papà), ma lui niente, quando scattava l’ora x, si addormentava come un ghiro e poco importa se intorno a lui c’erano musica, gente, voci. Un bambino quasi zen.

Ora, io non so se è per espiare questa “colpa” del fratello, ma non so se ridere o piangere quando dopo chilometri e chilometri di camminata con Cesare nel passeggino, nel vano tentativo di fargli fare la nanna dopo pranzo, proprio quando penso che ormai ce l’ho fatta ed è crollato, ecco che lui si gira verso di me e mi regala uno di quei sorrisi furbetti e serafici di chi se la sta ridendo sotto i baffi. A quel punto non mi resta che arrendermi, tirare fuori la palla e mettermi a giocare a calcio.

3 Commenti

  1. Vedila così Rosa:il prossimo bebè sarà quello che dormirà regolarmente!

  2. Sta capitando la stessa cosa a me….quel ‘sorriso furbetto’ mi riempie il cuore e la stanchezza vola via…

  3. Diciamo che sul dormire sono stata abbastanza fortunata con tutti e 2…ma sul resto?! Sono come il Diavolo e l’Acqua Santa!! Il più grande non ha mai aperto un cassetto…la piccola rovista ovunque e scaravolta qualsiasi cassetto/anta abbia a portata di mano…uno dove lo mettevi stava…l’altra scappa via appena giri l’occhio! Una piccola tempesta tropicale!!

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