La Borsa di una mamma

La Borsa di una mamma

Ora che le canzoni di Sanremo imperversano ovunque, che ti piaccia o no, ti ritrovi a intonare motivetti.
Oggi ero lì che stavo canticchiando “La borsa di una donna riconosce le sue mani e solo lei può entrare” e, con tempi scenici perfetti perché stavo proprio prendendo la borsa per uscire, improvvisamente ho del tutto realizzato una cosa.

La mia borsa non è più solo una borsa, ma è diventata la borsa di una mamma. E nella borsa di una mamma ci mettono le mani un po’ tutti, soprattutto i piccolini. Perché nella borsa di una mamma c’è la sopravvivenza (ciucci, acqua, cibo, patelli, salviettine), c’è il divertimento (libri, orsetti, giochi) e poi ci sono due o forse tre “proprietà della mamma”.
Le proprietà sono il portafoglio, le chiavi di casa (che però possono trasformarsi in gioco) e il cellulare che, in realtà, è il gioco più ambito del mondo e quindi non è più della mamma.

Ecco allora che la mia borsa non è più solo la mia borsa, è diventata un micromondo, una casa Cracco portatile (dove Cesare e Pietro mettono non solo le manine, ma tutto quello che trovano in giro) e oggi mi sembra la borsa più bella del mondo.

2 Commenti

  1. Si’ è proprio cosi !!!!
    p.s. I vostri bambini sono bellissimi

  2. Sto leggendo “in principio era l’anguria salata”: è bellissimo!

    Buona Pasqua a tutti

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