Il filo rosso

Il filo rosso

Ci sono giornate in cui ti svegli al mattino a Roma, torni a Milano nel pomeriggio per un impegno di lavoro, e la sera corri a prendere i bimbi dai nonni in Romagna.

Tutto questo per stare dietro alle persone che amo. Anche se significa fare più di mille chilometri in un solo giorno, attraversare l’Italia e crollare la sera a letto sfinita, è la cosa che più mi fa sentire meglio.

Nonostante le levatacce, le coincidenze da non perdere, i pranzi mangiati di corsa, in piedi, sento che siamo tutti così incredibilmente uniti, tutti legati da un sottile filo rosso che ci fa sempre sentire vicini, anche quando siamo sparpagliati un po’ dappertutto. Un filo sottilissimo, che a volte si allunga, a volte si accorcia, ma non si spezza mai.

Ora però, finalmente a casa, non ho intenzione di muovermi, anzi. Che nessuno mi chieda di alzarmi da questo divano: oggi mangio, scrivo e lavoro da qui.

2 Commenti

  1. Molti ti invidiano perché hai un grande ed un bello uomo al tuo fianco.
    Io invidio lo chef perché ha una grande donna al suo fianco.
    :-)
    Con affetto salvatore

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