“Dove sono i biscotti?”

“Dove sono i biscotti?”

Sono arrivata a quella fatidica fase in cui Cesare ha imparato a scendere dal lettino da solo. Sale sopra i peluche per darsi lo slancio,  scavalca le sbarre del letto e fa un salto giù.

Tutto normale, fino a qui, prima o poi tutti i bambini ci arrivano. Solo che, a differenza di Pietro che anche tuttora quando si sveglia al mattino, corre in camera nostra a cercarci e al massimo si infila nel lettone, Cesare esce in sordina dalla sua cameretta, attento a non svegliare il fratello e si dirige verso le scale che portano al piano di sopra, dove abbiamo la cucina e la sala da pranzo.

Il suo primo pensiero appena apre gli occhi non è dunque “dov’è la mamma” ma “dove sono i biscotti”.

Una volta salito infatti, sempre tutto rigorosamente in silenzio, apre la credenza e tira fuori tutti i pacchi di biscotti che trova. Li mette sul tavolo, si siede e inizia a mangiare.

Fortunatamente ho il sonno leggero, per cui mi accorgo subito che dall’alto provengono rumori sospetti e mi precipito a vedere cosa combina.

Ieri mattina ho preso uno spavento perché me lo sono trovata proprio sopra il tavolo: stava disperatamente cercando di aprire la confezione della torta di mele che Carlo aveva portato la sera prima, rientrando a casa dal ristorante.

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