Tortellini: che tragedia!

Tortellini: che tragedia!

Che io non sappia cucinare è un dato di fatto per cui me ne sono fatta una ragione. Ne ho avuto prova anche in queste vacanze, dove ho assistito a una lezione di Carlo sulla pasta fatta in casa. Era una lezione a cui partecipavano alcune signore della Londra bene che, ho immaginato, non avranno neanche la minima idea di come si tenga in mano una padella e che penseranno che il “mattarello” non sia altro che una persona un po’ molesta. Forte di questo fatto, ho deciso di provarci anch’io, non potevo sicuramente essere da meno. Arrivo al luogo indicato e mi ritrovo anche quattro bambine, dagli otto ai quattordici anni, che erano lí per provarci anche loro.

Insomma, diciamo che non avevo una gran concorrenza, per cui mi sono avvicinata al bancone bella tranquilla.

Poi Carlo ha iniziato a parlare e a spiegare come impastare, elencando gli ingredienti e le dosi che occorrevano per la pasta. Già li mi sono trovata in difficoltà: perché avevo tutto l’impasto che mi si attaccava alle mani ed era più simile a una colla che a qualcosa di vagamente commestibile. Tanto per non farmi mancare nulla, una considerevole parte mi è pure finita in mezzo ai capelli, e a casa mi ci è voluto mezzo barattolo di balsamo per mandarlo via.
Ma poi ho aggiustato il tiro, aggiungiacqua-toglifarina-massaggiabene, e alla fine sono riuscita a creare una pagnotta perfetta, pronta per essere stesa e lavorata.

Il vero momento tragico l’ho vissuto però alla fine, quando Carlo ha voluto spiegare come si facevano i tortellini. E lí mi sono completamente arenata. Ci ho provato un sacco di volte, manco mi trovassi di fronte a un cubo di Rubik, ma niente, quello che usciva ogni volta dalle mie mani assomigliava a qualsiasi cosa fuorché a un tortellino. Come se non bastasse, vedevo intorno a me le signore (che prima avevo catalogato come casalinghe disperate) sfornare tortellini degni di uno chef stellato. Persino le bambine erano brave e non ci potevo credere che da quelle manine uscissero cose cosí perfette da umiliare le mie.

Ad ogni modo, mi sono rassegnata subito e mi sono tolta, letteralmente, il grembiule. Però mi è rimasta un po’ qui, non è possibile che loro si e io no, e non è detto che non mi venga voglia di provarci. Carlo mi ha subito fulminato con lo sguardo: forse farò meglio a dedicarmi ad altri hobbies!

 

6 Commenti

  1. Come lo descrivi tu non sembra così “tragico”… Perché anch’io come te mi sono “per il momento” rassegnata sul fare la pasta e tutti i suoi derivati, perfino i gnocchi mi riescono male!!!

  2. Tranquilla, oltre alla pasta nei capelli avrei avuto la faccia piena di farina!

    P.s quest blog è bellissimo! Complimenti

  3. Ciao, mi sono soffermata a leggere questo articolo col sorriso sulle labbra pensando a quanti ne Ho fatti perché sono emiliana e in casa mia a fare i tortellini si imparava da piccoli prima per gioco e poi per necessità, comunque brava. Volevo un’informazione, ho visto una pubblicità di un libro di Carlo sullo svezzamento dei bambini che ho provato a cercare in libreria senza alcun risultato, mi potresti dare indicazioni utili per trovarlo, grazie

  4. Ciao Rosa,
    Complimenti per il blog, è bellissimo! Adoro leggere i tuoi post , sei dolcissima.

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